Il canto della Sibilla di Tecla Terazzi

L'autrice ha iniziato a scrivere poesie durante gli anni del liceo, scegliendo volta per volta quello che le ispirava il momento, anche solo la luce intensa del sole e la leggera brezza di primavera che spirava fuori dalle finestre dell'aula, oppure le vicende della sua vita fino ad oggi. Vicende non sempre gioiose, anzi talvolta traumatiche, ma certamente profonde e vissute intensamente. E se la poesia inizialmente può essere stata uno sfogo, si è rivelata soprattutto un modo per sublimare i sentimenti e le emozioni provati portandoli sulla carta per poterli esternare e ripensare per così dire più “lucidamente”.
I versi, poi, sono liberi nello schema adottato e vedono qui e là un recupero di termini desueti o un giocare sulle parole, sui suoni e sulle rime piuttosto futuristico. Infine, come denotano anche le uniche due poesie scritte in latino, l’ascendenza letteraria cui si fa costante riferimento è quella classica, seppure riadattata volta a volta agli argomenti prescelti.

Tecla Terazzi è nata a Milano nel 1992 e, dopo il diploma di liceo classico, ha conseguito la laurea sia triennale che magistrale in Lettere Classiche all’Università Statale della medesima città, dove tuttora vive con entrambi i genitori. Durante gli anni del liceo ha collaborato con la redazione del giornalino scolastico “Spleen” pubblicando articoli di argomento vario e ha altresì iniziato a scrivere poesie, talvolta serie se non malinconiche e talaltre più scherzose e vivaci. La poesia, infatti, per lei è stata un modo per esplorare, comprendere e sublimare le emozioni e le vicende vissute di volta in volta. Ora collabora mensilmente con l’ANPI di Cesano Boscone (MI) scrivendo articoli perlopiù di storia e letteratura sul periodico della sezione pubblicato online e da poco più di un anno gestisce saltuariamente il proprio blog ricetteealtroditecla.altervista.org. Tuttavia, non è una scrittrice e nemmeno una poetessa di mestiere e di conseguenza l’ispirazione a volte scompare.
L’interesse per la scrittura resta sempre vivo e, se dalla passione per una certa politica di chiara impronta antifascista è nata la poesia “Ventotene”, l’amore per i propri studi e la letteratura in generale sono tuttora una valida guida nella sua vita.