La donna che cercava il bacio di Maria Chiara Pellizzari

Se i nomi hanno un senso, a Irene, che qui si racconta, è giusto augurare la pace che cerca. Se i nomi hanno un senso, Irene deve sapere che la luce che cerca sarà sempre direzione e, probabilmente, mai un porto. Chi cerca per davvero, specie se cerca con la scrittura, raramente trova. Per questo si scrive e, allo stesso tempo, non si scrive. Dentro, fuori, in sé, negli altri, avanti, indietro… La luce è ovunque si posi lo sguardo, semplicemente perché, sempre e in ogni parte, c’è il buio ad accompagnarla. Vale anche per le cose comuni: la semplicità di quel che incontriamo per strada ogni giorno nasconde, quasi sempre, infinite complicazioni. Succede o, almeno, può succedere anche a un bacio. Due bocche che si sfiorano, del resto, talvolta sprigionano la potenza di una rivoluzione o controrivoluzione che sia. Due parole su un foglietto di carta incendiano l’esistenza di Winston Smith, che fin lì si era concesso un’unica trasgressione, per quanto enorme e indicibile: un diario, guarda caso… Sul quel foglio Julia, l’altra protagonista del mondo in guerra permanente raccontato in 1984, aveva scritto semplicemente: ti amo. Che pace sia… 

Ps. Bill Gates, giusto il 3 maggio, ha annunciato il divorzio dalla moglie Melinda, dopo 27 anni di matrimonio: gli stessi dei protagonisti di questa storia, mese più, mese meno. Come si dice? In caso di emergenza, rompere il vetro... 

Renato Piva, giornalista