La radice biopsicosociale dell'autolesionismo di Ciro D'Auria

La concezione generale della malattia è piuttosto salda nella rappresentazione sociale più comune, il che equivale a dire che se si possiede qualcosa di anomalo a livello biologico, psicologico o sociale, si è malati, altrimenti no. La linea di separazione tra stato di malattia e stato di salute è in realtà molto più flebile di quello che si crede, fino al punto di sparire.

Il causarsi intenzionalmente dei danni è considerato un comportamento anormale, sintomo di malattia, più che una condizione di chi rientra, possibilmente, in un assetto sano e adattivo in tutti gli altri campi della vita. L’incidenza della condizione non è sempre chiara dal momento che non spesso gli autolesionisti mostrano di esserlo, ma le ricerche e le osservazioni empiriche possono scoprire un autolesionismo che è una vera e propria epidemia. È interessante notare come la diffusione del fenomeno sia sconosciuta ai più, diffusione che dovrebbe ricevere molta attenzione proprio per il suo consistente e devastante peso sulla comunità.

L’autolesionismo non è più solo associato ad altre psicopatologie e preso come mero sintomo patologico, e in vece di questa interpretazione non si intende più considerare l’autoferimento come un evento intrapersonale, bensì come uno interpersonale. I trattamenti psicoterapeutici o farmacologici possono guarire l’individuo o alleviargli la pena, ma come fare per curare una malattia sociale? Come vedremo, l’autolesionismo può manifestarsi secondo molte diverse accezioni, e al pari dell’alcolismo è da trattare come una problematica dalla profonda radice sociale. Il fenomeno epidemiologico è capace di un contagio che indebolisce il tradizionale trattamento psico-analitico individuale, rendendo così necessaria una nuova chiave di lettura e una nuova strategia.

La prospettiva sociale ci consentirà di comprendere i meccanismi multiformi dell’autolesionismo in tutta la sua possibile fenomenologia, gettando nuova luce sulla sua sintomatologia, sulla sua eziologia e sulla sua epidemiologia, col solido fine di migliorare quanto più la condizione e arrivare a debellarla.