AA.VV.:"Antisociale Vol. 02"

€12.00

Esaurito

Curatore: Giovanni Favazza
Anno edizione: 2015
Pagine: 154 p., ill. , Brossura
EAN: 9788897681137

Per quanti book-magazine di letteratura siano presenti in rete (per quanti finiscano negli scaffali) ve ne sono alcuni la cui sostanza è fatta di una materia così attraente e così poco aliena ai sollazzi di certi auto compiaciuti soloni, che rimanervi impigliati è quasi sempre una salvezza, una maniera per dirsi ancora vivi e presenti nonostante tutto fuori vacilli e il senso vero e autentico della letteratura se ne scappi di mano.

ANTISOCIALE ha il pregio, beninteso, l’innata vocazione, a presentarsi onestamente e senza compromessi nella maglia dove il sentire autentico gioca il ruolo forse più entusiasmante; e gli scrittori in gioco e gli artisti e gli autori tutti, si contaminano vicendevolmente di una medesima passione a raccontarsi nelle forme della opposizione a un sistema ancora troppo rigido e permeante (vorrei dire penetrante), prese le dovute misure, e oppressivo, anestetico. Viene immediato dunque trovarvi una parola opponente, scavata da una mano sinistra e sola, polemica e corrosiva ma in grado d'attirare e costruire, da un garbuglio livido, la sensazione netta del vivere. Lirica del dolore e del rifiuto, del disappunto e dell’analisi, pietosa ma non pietistica, non calata dall’alto e assolutamente scevra a qualsiasi autocompiacimento: parola come se risalisse da antichi bassifondi, e per questo, di stomaco, sincera. Se fosse possibile cercare riferimenti, nei modi ricchi e fantasiosi in cui gli autori coinvolti attingono alle loro anime guizzi imprevedibili, sarebbe tutto il corollario della letteratura tra gli anni sessanta e settanta che innesta beat e neoavanguardia, underground, pulp e poesia maledetta, in una corale disamina d’un tempo non ancora, evidentemente, svanito, sviscerato, compreso, superato. C'è ancora il bisogno, forse, d'una letteratura in grado di smuovere fili, rivelare inganni, educare. Qui, c'è ancora il bisogno d'urlare un pensiero e incitare al dialogo, di spegnere il televisore e coltivare affanni, magari controvento, o come si dice, controcorrente.

Giovanni Perri (aka Aguaplano GP)