Angela Caporaso: "Do you want to start new game?"

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Anno edizione: 2012
Pagine: 112 p., Brossura
EAN: 9788897681106

“Do you want to start new game?” di Angela Caporaso, dopo alcuni anni di maturazione trova la sua ideale collocazione temporale: lo scenario politico e sociale attuale, destabilizza qualsiasi aggregazione sociale, quali partiti, gruppi sociali, movimenti, e procura nell’individuo una profonda crisi d’identità il quale non è più in grado di immedesimare le prospettive personali con quelle del gruppo. L’individuo si sente senza alcun valore di riferimento perché quelli storici quali la politica, lo sport e la religione sono intaccati da un tarlo di corruzione che corrode dal di dentro polverizzando ogni prospettiva. “Do you want to start new game?” si insinua con vigore in questo contesto raccontando con sorprendente lucidità gli anni della “contestazione”, gli anni nei quali il pensiero veniva trasmesso con forza e il gruppo prendeva voce in ogni campo della vita politica. Angela Caporaso trasmette gli stati d’animo di allora, la voglia di sperimentare, di trasgredire, di non rimanere mai assenti in un periodo storico così importante. Erano anni belli e brutti nello stesso tempo, di gioia e di sofferenza, di amori e di illusioni, di viaggi ed evasioni, del degrado delle periferie, di partecipazione assoluta. La rielaborazione postuma di quegli anni crea un potente feedback tra ieri e oggi spaccando i vincoli che ci incatenano ad assurde visioni di libertà e mostrando come, in un arco temporale così ristretto, il nostro stato d’animo nei confronti del ruolo pubblico possa essere radicalmente stravolto.

Pittrice e Web Designer, nata nel 1962 in Provincia di Caserta, ha iniziato a dipingere giovanissima. Negli anni ottanta, particolarmente attenta alle teorie psicoanalitiche, ha fondato il gruppo P: L: I: S: Per Liberare Immagini Soffocate - il cui linguaggio espressivo è stato fortemente suggestionato da influenze neosurrealiste e freudiane. La sua prima personale, Les Etrangers dedicata ad Albert Camus, ha delineato quella che diverrà una costante del suo percorso artistico, ovvero la contaminazione tra segno e colore, font ed immagine, pittura e letteratura, quasi come se un solo media non bastasse ad esprimere la complessità dei suoi fantasmi.