Angela Caporaso: "Tra secondo e terzo millennio..."

€20.00

Anno edizione: 2011
Pagine: ill. , Brossura
EAN: 9788897681007

Angela Caporaso e la sua arte. Angela Caporaso e il suo vivere. Ripercorrere l’opera omnia dell’artista casertana offre l’opportunità di rivedere longitudini e latitudini dei processi evolutivi degli ultimi 10 anni.
L’insieme del suo laboratorio artistico volge lo sguardo verso mille orizzonti, la cui analisi mira rimettere in gioco la soggettività. Il confronto fra l’io e l’altro, fra la letteratura e il design, fra l’immagine e la teoria psicoanalitica, fra il soggetto e il proprio avatar. Tutto questo crea un sistema complesso di esperienze parallele che sempre confluiscono nell’opera grafica. I suoi quadri sono intessuti del rapporto tra arte e vita riproponendo al pubblico l’insieme delle elaborazioni concettuali che si sono consolidate lungo il cammino formativo ed esplorativo.
Mirabili i collages che ripropongono, quasi in chiave onirica, aspetti culturali personali catapultandoli verso una visione collettiva. Il bagaglio culturale viene assimilato, rielaborato e trasmesso allo spettatore coinvolgendolo nelle nuove tendenze ed istanze.
Alacre nella ricerca, Angela Caporaso, si pone davanti ai nostri occhi anche nelle sembianze del suo avatar, Soya Camel, creando un continuo collegamento tra il messaggio e lo strumento che lo trasmette: video, internet, grafica, scrittura, il tutto unito da una mente aperta ad ogni novità che il vissuto esperenziale offre.
In questi ultimi dieci anni abbiamo assistito ad un vera rivoluzione: internet è divenuto alla portata di tutti e il modo di comunicare sì è radicalmente trasformato inventando un nuovo tipo di società. Si agognano le relazioni virtuali, libere da ogni sorta d’impegno morale. Ci si sente liberi di giocare con la propria personalità inventando in ogni singola relazione virtuale personalità nuove, svincolate dalla visione stereotipata che gli altri hanno di noi. Inoltre la tecnologia informatica ha dato potenti strumenti anche a chi è profano di conoscenze informatiche. Creare un proprio profilo nel web non necessita più di intermediari, ed ognuno di noi ha la possibilità di esprimere tutto ciò che vuole, quando vuole.
In questa grande rivoluzione globale l’informazione corre veloce valicando censure e planando su ogni nazione trasformando in modo indelebile il concetto di arte di intere nazioni.
In questa grande onda che ci travolge e ci spinge avanti velocemente, Angela Caporaso non solo si pone come lucida spettatrice, cogliendo le istanze che più hanno contribuito a formare nuove tendenze, ma interviene in modo attivo facendo leva sulle sue risorse intellettuali. Interessanti le mostre dedicate a scrittori quali Pier Vittorio Tondelli, Albert Camus, Emily Dickinson riuscendo in modo mirabile a convertire la letteratura in arte.
Ed è proprio con le parole di Pier Vittorio Tondelli che vorrei concludere, forse perché è lo scrittore che più assomiglia ad Angela nell’iter formativo: due personalità che dalla provincia si catapultano nella scena internazionale mai rinnegando ma sempre traendo forza dalle proprie esperienze.

“Sono del tutto preso da queste immagini del passato che scattano improvvise nei miei sensi. Sono quasi divertito da questi flash che tornano dal rimosso come se tutto il serbatoio del ricordo mi si rivalutasse, ma delicatamente. Mi scruto, mi guardo e cresco. Ho anch’io la mia storia, i miei sedimenti e i miei territori d’affetto.”
Pier Vittorio Tondelli – Pao Pao

 Pittrice e Web Designer, nata nel 1962 in Provincia di Caserta, ha iniziato a dipingere giovanissima. Negli anni ottanta, particolarmente attenta alle teorie psicoanalitiche, ha fondato il gruppo P: L: I: S: Per Liberare Immagini Soffocate - il cui linguaggio espressivo è stato fortemente suggestionato da influenze neosurrealiste e freudiane. La sua prima personale, Les Etrangers dedicata ad Albert Camus, ha delineato quella che diverrà una costante del suo percorso artistico, ovvero la contaminazione tra segno e colore, font ed immagine, pittura e letteratura, quasi come se un solo media non bastasse ad esprimere la complessità dei suoi fantasmi.