Anna Rita Granieri: "Mujer, Chiaroscuri al femminile"

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Anno edizione: 2016
In commercio dal: 1 gennaio 2016
Pagine: 124 p., ill. , Brossura
EAN: 9788897681267

Ho accettato di scrivere la prefazione a questa “opera” per la lunga e sincera amicizia che mi lega all’autrice, nata sui banchi del liceo. Anna Rita Granieri, “tradu-scrittrice”, come lei stessa ama definirsi, è nata a Corato nel 1962 ed ha vissuto fino alla laurea a Ruvo di Puglia, dove abbiamo frequentato insieme il liceo linguistico. Ricordo ancora i suoi temi d’italiano, invidia di noi, suoi compagni di classe, perché sempre lunghi (“ma cosa avrà mai da scrivere!!!”) e, allo stesso tempo, raccapriccio, per lo stesso motivo, della nostra insegnante d’italiano. Dopo la laurea in Lingue e Letterature Straniere, Anna Rita si è trasferita prima in Trentino, poi a Lonato del Garda, in provincia di Brescia, dove ha insegnato per alcuni anni. Insoddisfatta del suo ruolo, seppur svolto con serietà e coscienza, ha lasciato l’insegnamento per dedicarsi alle sue grandi passioni - dopo la famiglia, naturalmente -: la traduzione e la scrittura, alla quale lei affida una funzione beneficamente liberatoria e terapeutica. Anna Rita, infatti, è tuttora traduttrice giurata per le lingue Inglese, Tedesco, Francese e Spagnolo, presso il Tribunale di Brescia ed ha già pubblicato un libro, che ha riscosso un più che discreto successo, intitolato “Sulla mia pelle, tra Amore e denuncia ribelle”, apparso nelle librerie nel dicembre 2013 e che rappresenta il suo esordio letterario. Instancabile lettrice ed attenta osservatrice di sé e del mondo che la circonda, Anna Rita si ripropone ora al pubblico con una seconda “fatica” letteraria: “Mujer, chiaroscuri al femminile”. Questa raccolta di “poesie in prosa”, come è stata definita la sua scrittura, porta un sottotitolo che preannuncia la tematica del libro: “La donna governa già il mondo, né l’uomo potrà mai spogliarla del suo dominio”, Jeremy Bentham (Londra, 1748 – Londra, 1832). Introdotta da questa citazione, rivoluzionaria per il tempo in cui è stata scritta, “Mujer, chiaroscuri al femminile” amplia un tema che Anna Rita già in parte affronta nel suo primo libro e cioè l’attuale condizione femminile e le sue problematiche, alcune scottanti come il femminicidio e lo stalking, altre sempre attuali, per esempio, la dipendenza dalle droghe e l’anoressia, altre ancora prettamente personali-intimistiche, in primis la sofferenza dell’autrice dovuta alla perdita prematura della madre. Al centro, comunque, dei suoi pensieri e della sua scrittura, la donna ed il suo vissuto. Leggendo i suoi versi, viene fuori, dirompente, una sensibilità per le donne sofferenti o “seconde”, vittime di uomini che si vedono sfuggire dalle mani il potere o per quelle che debbono ancora lottare per il riconoscimento dei loro diritti, alcuni dei quali - il diritto all’istruzione, per citarne uno - da lungo tempo acquisiti o scontati per noi europee. Il lavoro, espressione del proprio mondo interiore e delle proprie emozioni, è un invito alla riflessione, dunque, non solo per gli uomini, ma per le stesse donne, grandi Protagoniste nell’opera di Anna Rita, come Madre Teresa di Calcutta che ha scelto di donare la sua vita al sostegno ed alla cura dei deboli e degli “ultimi”. Un libro che, dopo la lettura della sua bozza, mi ha portato a concludere che la scrittura, femminile o maschile che sia, non è solo un’esercitazione letteraria, ma soprattutto l’espressione del proprio mondo interiore e delle proprie emozioni. Buona lettura!

Gabriella De Scisciolo

(Dott.ssa in Lingue e Letterature Straniere, nonché scrittrice dilettante)


Anna Rita Granieri, una donna, una madre, una moglie, una tradu-scrittrice, un’insegnante, un’amica … Nata a Corato, in provincia di Bari, l’8 gennaio 1962, un instancabile Capricorno, figlia del Sud ed adottata dal Nord, vive attualmente nell’amena cittadina di Lonato del Garda, in provincia di Brescia, dove si dedica da sempre all’attività di interprete multilingue e di insegnante di lingue straniere. Anna Rita ha già all’attivo una precedente pubblicazione. Il suo primo libro, intitolato: “Sulla mia pelle, tra Amore e denuncia ribelle”, Casa Editrice Tarantola, Brescia, all’insegna di una travolgente attualità, contiene come temi principali: la tutela dell’ambiente, l’accoglienza verso i migranti, con l’attualità di Lampedusa, la pace, la dignità umana, la ludopatia, l’omosessualità, le problematiche giovanili, quelle relative all’handicap ed alla terza età, la situazione carceraria italiana, la solidarietà umana e, naturalmente, il Sud e la sua adorata Terra natia, la Puglia. In questo suo secondo libro, invece, l’autrice si è volta a cesellare meticolosamente le variegate tessere di un mosaico, tutto dipinto di rosa, sotto il segno di una sofferta, spesso soffocata, ma sempre pregnante femminilità. Al centro dei suoi pensieri e della sua scrittura, infatti, vi è la donna ed il suo vissuto, in particolare quello delle donne sofferenti o “seconde”, vittime di uomini che si vedono sfuggire dalle loro mani il potere o quelle che debbono ancora lottare per il riconoscimento dei loro sacrosanti diritti, il diritto all’istruzione, tanto per citarne uno. Anna Rita, il cui motto di vita è: “Cogli l’attimo fuggente e realizza!”, è fermamente convinta che scrivere, raccontare e raccontarsi rappresenti lo strumento più immediato ed efficace per universalizzare e difendere la COMUNICAZIONE, co-stituita di parole vere, di vissuto e di autentica quotidianità, dal SILENZIO delle immagini pubblicitarie, delle copertine patinate, di Internet e di un mondo dichiaratamente virtuale che si sta accanendo contro e sta soffocando la capacità e l’innato desiderio umano di SENTIRE e di ASCOLTARE.